Giffoni Film Festival

Micaela Ramazzotti con la figlia Anna a Giffoni 2022

today27 Luglio 2022 87 1

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Qui al Giffoni Film Festival le grandi occasioni per noi Jurors sembrano non finire mai!
Oltre ad essere chiamati a giudicare interessanti anteprime di pellicole provenienti da ogni parte del mondo siamo coinvolti nell’incontro con volti affermati del mondo del cinema.
L’obiettivo è quello di poter ricevere da loro qualche consiglio.

E proprio questo é successo a me ieri pomeriggio quando ho avuto la possibilità di conoscere e dialogare con Micaela Ramazzotti.

Vincitrice di un David di Donatello, quattro Nastri d’Argento, due Ciak d’Oro e del prestigioso Giffoni Award che le é stato conferito proprio ieri alla fine dell’incontro, la nota attrice é arrivata nella sala Trouffat del Giffoni Film Festival in compagnia della piccola figlia Anna.

La protagonista de “La pazza gioia (Paolo Virzí, 2016) e “Maledetta primavera” (Elisa Amoruso, 2020) si é subito prestata a rispondere alle numerose domande che le sono state poste dai vari jurors presenti in sala. Più volte nei vari interventi é emersa la sua forte emotivitá.

D’altronde, come lei stessa ha affermato, le emozioni sono una parte fondamentale del suo lavoro.

Infatti per la preparazione di un nuovo ruolo si basa moltissimo sulla sfera emotiva del personaggio con il quale cerca di empatizzare per calarsi al meglio nei suoi panni e potergli offrire anche qualcosa di sé, basandosi sulle mille sfaccettature del suo carattere poliedrico. Anche il percorso che ha portato Micaela ad essere un attrice é legato alla sfera emotiva. Nato dal forte impulso di emancipazione che un po’ tutti percepiamo durante l’adolescenza. Unito dalla passione che sempre l’ha attratta verso il mondo del cinema.

E se da bambina aveva il sogno di diventate psicologa per la propensione all’analisi di tutte le sfaccettature dell’animo umano, oggi trasfonde questo aspetto per rendere i suoi personaggi il più possibile autentici.

Si arriva poi ad un momento di quest’incontro in cui l’emotività della protagonista prende quasi il sopravvento nel momento in cui quando le viene chiesto come sia stato interpretare un personaggio così emozionale come quello di Donatella Morelli de “La pazza gioia” (figura mentalmente instabile che ha vissuto una vita molto travagliata).

Le sue lacrime mostrano la forte interconnessione che nasce tra lei e i personaggi che ha interpretato.

E mentre una domanda furbetta di sua figlia Anna ci rivela l’imminente debutto della madre come regista cinematografica con “Felicità” (un titolo molto semplice nel che a detta dell’artista evoca allegria, ma anche inquietudine e inganno) la nota attrice ci lascia con qualche consiglio per tutti coloro che vorranno seguire le sue orme: comprendere anzitutto se si possiede la passione per quello che a tutti gli effetti é un lavoro, che ovviamente implica dei sacrifici, approfittare dello studio in accademia, e soprattutto affidarsi ciecamente con cui si sta collaborando.

Si conclude così con un grande applauso e il tentativo di qualche giurato di strappare un selfie a Micaela Ramazzotti un incontro con una vera professionista che tra le varie cose ci ha insegnato a dare libero sfogo alle nostre emozioni, molto utili per raggiungere importanti traguardi.

Scritto da: Matteo Bellini

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