Ti sei mai chiesto: «E se dopo la morte ci fosse davvero un posto dove ricominciare… ma con una scelta da fare?»
Questa è la domanda che ti colpisce dritta al petto guardando Eternity, il film surreale e romantico — presentato al Torino Film Festival 2025 — che dal 4 dicembre arriva nelle sale italiane.

Cos’è “Eternity” — trama (senza spoiler pesanti)
Immagina un aldilà che non è nuvole o angeli, ma una stazione di transito infinita. Tutti — morti da poco o da decenni — arrivano lì, dove il tempo è sospeso e la domanda è semplice e crudele: con chi e dove vuoi passare l’eternità?
Il film inizia con Larry e Joan, marito e moglie da una vita. Dopo sessanta anni insieme, entrambi muoiono quasi nello stesso momento. Larry arriva per primo, ma il vero dramma comincia quando Joan (Elizabeth Olsen) — appena morta — scopre che nel frattempo il suo primo amore, Luke (Callum Turner), l’ha aspettata per decenni nell’aldilà.
Una scelta che sembra ovvia diventa un giallo del cuore: fedeltà, nostalgia, passato, passione… cosa vale davvero quando la vita (e la morte) non ha più fretta?
Perché “Eternity” si fa sentire (e pensare)
Non è solo “amore da film”
Il film esplora temi veri: perdita, rimpianto, tempo che passa, scelte che pesano anni. Non è melò zuccheroso, è reale — anche quando tutto è surreale.
I mondi dell’aldilà sono specchi di noi
“Space World”, “Mountain World”, “Bromance World”, “No Men World”… Ogni mondo è una possibilità, un desiderio, una paura. E alla fine riflette le nostre incertezze su amore, sogni, felicità.
Un cast che spacca
Elizabeth Olsen, Miles Teller e Callum Turner tengono in piedi una storia complicata eppure emozionante. Dietro a loro un regista che sa bilanciare commedia, sentimento e (soprattutto) follia creativa.
Non è un film da “vecchi”. È per chi sogna, sbaglia, ama, spera.
Se hai tra i 15 e i 25 anni e a volte ti chiedi “ma dove sto andando?”,
Eternity parla anche di te. Perché non puoi sapere quanto vale una vita… finché non devi scegliere anche il dopo.
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