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Giffoni 50: Angelo intervista Lillo ‘da ragazzino ero bullizzato’

today19 Agosto 2021

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Lillo ( Pasquale) Petrollo reduce dal successo di LoL, a settembre tornerà in radio con il suo compagno di avventure Greg, con il quale riprenderà anche il tour teatrale interrotto per causa del Covid-19.

E’ arrivato alla 50 edizione (plus) di Giffoni Film Festival dove ha portato la sua ironia e ha spiegato ai noi ragazzi come la risata sia stata da sempre la sua grande forza.

“Da ragazzino ero un pochino bullizzato perché ero timido e pesavo come adesso. Ho iniziato a sviluppare altre qualità per farmi accettare”.

Lillo

Non mi sono fatto scappare l’occasione per parlare con lui.
E allora, via alle domande!

Giffoni 50: due chiacchiere con Lillo

lillo petrollo

Qual è il primo ricordo artistico della tua infanzia?

Più che ‘artistico’ è un ricordo legato alla mia prima sceneggiatura.
Quando ero piccolo giocavo con i soldatini, avevo l’esercito dei buoni e quello dei cattivi. Le storie sono quasi sempre tutte uguali: c’è la principessa da salvare e il principe dell’esercito dei buoni che deve affrontare l’esercito dei cattivi per salvare la principessa.
La cosa divertente è che all’epoca siccome non esistevano soldatini femmine, io usavo un greco militare per fare la principessa, perché era l’unico soldatino con la gonna… e questa è stata la prima sceneggiatura, perché c’era una storia dietro al gioco.
C’era una storia ben precisa.

Condividevi con gli altri ragazzini questi racconti?

No, questi racconti però li tenevo per me, perché ero molto timido.
A sei anni pesavo quanto peso adesso e venivo bullizzato spesso.
Quindi ho sviluppato questa comicità e altre qualità per farmi accettare.
Succede anche ora, quando sono triste o depresso, e accade spessissimo: l’autoironia è la base della mia vita.

E a scuola?

Mi buttavano fuori dalla classe in continuazione. Imitavo le cadenze dei professori e ne amplificavo gli errori. Mi chiedo spesso come sia potuto arrivare alla maturità.

Un consiglio da dare ai nostri ascoltatori?

Quando ho detto a mia mamma che mi sarei esibito per la prima volta non capiva come qualcun potesse pagare per vedermi sul palco poi però mi ha detto: ti piace? Allora, fallo! Ecco credo che sia importante seguire sempre le proprie passioni.

A te cosa fa ridere?

Stanlio e Onlio, i muppetts, Roberto Benigni…

Cosa ne pensi dei ragazzi di oggi?

Mi sto accorgendo che a livello artistico ci sono delle menti meravigliose di giovani e giovanissimi che sono dei potenziali futuri grandi comici, registi, attori.
Lo sento perché ho a che fare con loro e  mi colpiscono molto.
Dobbiamo essere noi i primi a dare spazio ai giovani perchè purtroppo viviamo in un paese dove spazio ai giovani non è mai dato a sufficienza.
Noi, a volte, dobbiamo metterci un po’ da parte.

Io, per esempio, ho appena girato un film di un giovane regista a bassissimo budget, che per altro è iscritto al Festival di Locarno. Ho fatto questo film con questo giovane regista perché ho visto il primo e mi è piaciuto da morire.
Secondo me noi artisti che stiamo ad un punto della carriera solido, dobbiamo aiutare le giovani leve. Ma soprattutto lo deve fare chi produce, chi investe perché è  vero che investire su un nome conosciuto da più sicurezza, però a volte ci sono situazioni dove anche se non sei conosciutissimo e famoso puoi offrire un prodotto stupendo.

Ecco io  penso che un programma come LoL, se fosse stato fatto da sconosciuti avrebbe avuto successo ugualmente, secondo me.

Parliamo di LoL.  Era tutto preparato?

LoL era improvvisazione tra amici, e il programma è arrivato esattamente nel momento in cui tutti noi ne avevamo più bisogno. Quando ridere non era solo una necessità fisiologica, ma era il modo per evadere anche solo un attimo dalla realtà.

Il numero di magia è stato un omaggio ad un mentalista comico israeliano che a me fa ridere un sacco. Secondo me non dovevi dimostrare di essere il più bravo, ma far ridere a tutti i costi. Io ero convinto di uscire dopo 20 secondi e mi ha stupido rivedere sullo schermo espressioni che facevo, sembravo un pallone che sta per esplodere, strabuzzavo gli occhi senza neppure rendermene conto.

Penso che un anno come questo me lo ricorderò per sempre. Sono passato da tre giorni in terapia intensiva per colpa di questo maledetto virus, per fortuna senza arrivare all’intubazione o al casco, al successo di LoL. Sono cose che ti sbarellano!!! Sono passato da una cosa terribile, a una meravigliosa.

Scritto da: Angelo

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