E se il palco di Sanremo diventasse il posto giusto per parlare di bullismo, senza filtri?
Durante il Festival, Sanremo non è solo il Teatro Ariston. A pochi passi, dal Palafiori, c’è SanremoDOC, un format televisivo e una manifestazione musicale che si svolge parallelamente al Festival di Sanremo, dedicato principalmente alla scoperta e alla promozione di nuovi talenti della musica italiana.
E quest’anno, tra gli ospiti, ci sono anche dei ragazzi che hanno qualcosa di importante da dire.
I NEIDA portano il bullismo sul palco
Sabato 28 febbraio alle 19.00 e alle 21.00, a Sanremo DOC saranno ospiti i NEIDA, la teen-band di Mondo REC.
Insieme a loro ci saranno Manuel Meriano e Consiglia Cirillo, protagonisti del film dedicato al tema del bullismo.
I ragazzi presenteranno un lungometraggio intenso e la sua colonna sonora: “Dove il cielo si spegne nel mare”.
Questo brano non è solo emozionante. È necessario.
Racconta la storia di un ragazzo vittima di bullismo, volato via troppo presto.
Il cuore della canzone è una lettera che scrive al fratello. Non è un addio, ma un messaggio di forza.
Gli dice che la distanza fisica non cancella l’amore.
Che possono ancora incontrarsi, guardando l’orizzonte in riva all’Adriatico, nel luogo che avevano scelto come rifugio dalle angherie.
Quel punto preciso “dove il cielo si spegne nel mare” diventa simbolo di speranza, di connessione, di memoria.
Perché parlarne oggi è fondamentale
Il bullismo non è un tema vecchio.
Non è roba da film anni 2000. È reale e troppo spesso silenzioso.
Viviamo in un’epoca dove tutto viene commentato, giudicato, condiviso. A volte basta un messaggio, una chat, un video per far sentire qualcuno completamente solo.
Portare questo tema su un palco legato al Festival di Sanremo significa dire una cosa chiara: le storie dei ragazzi contano. Le loro ferite contano.
E la musica può essere uno spazio sicuro dove trasformare il dolore in voce.
Il messaggio dei Neida a Sanremo
I NEIDA non saliranno su quel palco solo per cantare, ma per raccontare qualcosa che riguarda tutti noi.
Perché ognuno di noi conosce qualcuno che ha sofferto in silenzio.
O forse, quel qualcuno siamo stati noi.
E allora forse ascoltare davvero questa canzone è il primo passo per smettere di far finta di niente.
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