“La sensibilità non pagava nel mio mondo”: Achille Lauro e la scuola che (forse) vorremmo tutti
Achille Lauro, quello dei look che dividono, delle performance che fanno sempre parlare, quello che ha portato a Sanremo un modo diverso di stare sul palco — sì, proprio lui — ha detto una cosa che ci riguarda da vicino.
In una lunga intervista a Vanity Fair, ha parlato della sua vita, di quanto sia stata tosta, di come si è costruito partendo da zero, e poi ha parlato anche di scuola.
Non dei soliti discorsi, ma di qualcosa di più profondo.

Quando gli hanno chiesto se fosse d’accordo con l’idea di introdurre l’educazione all’affettività nelle scuole, Lauro ha risposto chiaro:
“Favorevolissimo. Dovrebbero rendere obbligatorie anche l’educazione sessuale e quella finanziaria.”
E qui, ci siamo fermati un attimo. Perché in una frase c’è dentro tutto quello che spesso manca nelle nostre aule. Cose che servono, che viviamo ogni giorno — nei sentimenti, nei rapporti, nelle scelte. Ma che a scuola non si toccano mai.
Lui stesso, racconta di essere cresciuto in un ambiente difficile, tra periferia, solitudine e bullismo. Ha detto:
“Sono figlio del maschilismo, e lo rifiuto proprio perché l’ho conosciuto. Ma sono stato cresciuto da donne: mia madre, le sue cinque sorelle, le mie cugine…”
Ha parlato di una giovinezza tormentata, delle sue dipendenze emotive, del non sentirsi all’altezza, di quella sensazione che molti conoscono bene: non essere abbastanza.
“Alla fine ho trovato la mia stabilità. E ho capito una cosa importantissima: certe persone non entrano nella nostra vita per restare, ma per cambiarci.”
Quando era a scuola, dice di essere stato brillante, ma a disagio nel sistema scolastico. Ha cambiato 10, forse 15 scuole. Il problema non erano i voti. Il problema era entrare in classe.
E allora viene da chiederci: quante persone, come lui, si sono sentite fuori posto?
Quanti ragazzi brillanti, sensibili, magari pieni di idee, si sentono “sbagliati” solo perché non rientrano nello stampino?
Quello che Achille Lauro racconta è il ritratto di una scuola che non ha saputo accoglierlo, ma che oggi, se cambiasse, potrebbe davvero accogliere meglio tutti noi. Perché se ci insegnassero a conoscerci, rispettarci, gestire le emozioni, i soldi, l’amore, i no, i fallimenti, forse ci sentiremmo più pronti. Non solo a prendere un diploma, ma a vivere.
🎤 Achille Lauro non è un professore.
Ma ha detto qualcosa da profondo conoscitore della vita.
E ci ha fatto riflettere.
🟣 E allora ti chiediamo: tu, che scuola sogni?
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Usa la tua voce. Perché, se la scuola non cambia da sola, magari può farlo partendo da noi.
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